Cineforum

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PROGETTO CINEFORUM 2011/2012

Il progetto Cineforum 2011/2012 pone, come tema centrale, la tecnologia, in un viaggio a ritroso verso l’essere umano (v. Presentazione  che segue).


DOCENTI

Docenti referenti:  Cristina Faina e Maria Forti

Esperto esterno Docente di Comunicazione e Immagine: Fabrizio Guerrieri


TEMPI

Il Cineforum è pensato per essere realizzato nello spazio di 30 ore.
Ogni lezione sarà di 3 ore, per un totale di 10 lezioni.

REALIZZAZIONE

Il Cineforum verrà realizzato attraverso n. 10 lezioni, con almeno n. 7 proiezioni di film.
Almeno n. 2 di questi ultimi verranno proiettati in lingua originale al fine di includere il confronto con le lingue straniere.
Almeno n. 1 lezione sarà dedicata alla teoria e, se possibile, n. 1 alla pratica, cercando di entrare in contatto coi codici tecnici e stilistici del linguaggio cinematografico.

PRESENTAZIONE    
[E comprendevo l'impossibilità contro la quale urta l'amore. Noi ci figuriamo che esso abbia come oggetto un essere che può star coricato davanti a noi, chiuso in un corpo. Ahimè! L'amore è l'estensione di tale essere a tutti i punti dello spazio e del tempo che ha occupati e occuperà. Se non possediamo il suo contatto con il tale luogo, con la tale ora, noi non lo possediamo. Ma tutti quei punti non possiamo toccarli. Forse, se ci venissero indicati, potremmo arrivare sino a essi; ma noi procediamo a tentoni senza trovarli. Di qui la diffidenza, la gelosia, le persecuzioni. Perdiamo un tempo prezioso su di una pista assurda, e passiamo senz'accorgercene accanto alla verità.]

Questo passo è nella pagina della Prisonnière (ed. Pléiade, III, p. 100) sulle divinità irascibili che governano i telefoni. Poche pagine più in là assistiamo alle prime esibizioni degli aeroplani, così come nel volume precedente avevamo visto le automobili prendere il posto delle carrozze cambiando il rapporto dello spazio col tempo tanto che «l'art en est aussi modifié» (id., II, p. 996). Dico questo per dimostrare che Proust quanto a conoscenza tecnologica non ha niente da invidiare ai due scrittori-ingegneri che ho citato prima (Gadda e Musil, ndr).

L'avvento della modernità tecnologica che vediamo profilarsi a poco a poco nella Recherche non fa solo parte del «colore del tempo» ma della forma stessa dell'opera, della sua ragione interna, della sua ansia di dar fondo alla molteplicità dello scrivibile nella brevità della vita che si consuma. da Lezioni americane - Sei proposte per il prossimo millennio, Italo Calvino, 1988, ed. Oscar Mondadori, Molteplicità, p. 110/111 Un ragazzo davanti al monitor di un computer preme ripetutamente, con la frequenza di pochi secondi, sul tasto F5 della tastiera, in attesa che la pagina di Facebook di fronte alla quale si trova, si aggiorni. La pagina è quella della sua ex ragazza. Lui è Mark Zuckerberg, padre (co-fondatore, oggi amministratore delegato) del social network più famoso al mondo. La scena finale di The social network (David Fincher, USA, 2010) è umanamente sconvolgente. Il film si apre con la rottura fra i due e si chiude col tentativo di lui di ritrovarla virtualmente. L’incapacità di tèssere rapporti umani si fonde con l’abilità nel creare un mondo alternativo in cui le persone vengono collegate all’infinito. Zuckerberg appare come la sintesi del perfetto misantropo moderno.

La notizia di oggi, 12 ottobre 2011 è: Steve Jobs, la Sony si aggiudica i diritti per il film sulla sua vita La Sony pictures è vicina ad assicurarsi i diritti per un film basato sulla biografia autorizzata di Steve Jobs, scritta da Walter Isaacson, ex giornalista di Time Magazine. La capacità del cinema di raccontare storie di ogni genere possibile è diventata (e resta ancora) il miglior luogo per la comunicazione globale. La storia di Jobs è quella dell’uomo che ha cambiato il mondo, trasformando in realtà prospettive tecnologiche apparentemente inimmaginabili. Eppure la sua ultima grande invenzione, il tablet, l’iPad, la tavoletta ultraleggera touch screen con cui si può sfogliare un giornale o un libro, scattare foto o registrare video, guardare un film o intrattenere videoconferenze, era stato già immaginato da Stanley Kubrick nel suo 2001: odissea nello spazio (GB/USA, 1968), pietra miliare del cinema di tutti i tempi. Sui rapporti uomo/macchina, umano/tecnologico il cinema si è interrogato fin dalla sua nascita.

La navicella spaziale a forma di proiettile sparata da un cannone che s’infrange nell’occhio della Luna è in un cortometraggio del 1902 (Viaggio sulla Luna, Georges Méliès, FRANCIA). Decenni prima che Neil Armstrong potesse esclamare «Un piccolo passo per un uomo, un passo da gigante per l’umanità». L’eccessiva ambizione dei propositi può essere rimproverabile in molti campi d’attività, non in letteratura. La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione. Solo se poeti e scrittori si proporranno imprese che nessun altro osa immaginare la letteratura continuerà ad avere una funzione. Da quando la scienza diffida dalle spiegazioni generali e dalle soluzioni che non siano settoriali e specialistiche, la grande sfida per la letteratura è il saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo. da Lezioni americane, Molteplicità, p. 111 Sostituendo le parole “cinema, attori e registi” a “letteratura, poeti e scrittori” il risultato è il medesimo. Il miglior cinema ha sempre attinto da tesi come questa, a prescindere che trattasse di fantascienza. La capacità di muovere sentimenti e capacità umane verso qualcosa di moderno ma soprattutto migliore ha generato capolavori immensi.

La fantasia come illimitazione del possibile, di fatto è il cinema. Non per niente Charlie Chaplin viene reputato come l’inventore del cinema moderno. Nei suoi film si mescolano tutte le emozioni, passando dalle risate al pianto commosso nel giro di poche e semplicissime scene, immaginando che libertà, bellezza e amore (in senso assoluto) fossero sempre e comunque possibili. Un cineforum quindi il nostro, che indaghi nell’animo umano a partire dal suo rapporto con tecnologia, scienza, comunicazione e immagine.

Senza mai perdere di vista il fatto che la vita ha scopi diversi a cui questi mezzi, in quanto tali, possono solo avvicinarci.

Corsi e attività