Anno scolastico 2011/2012
Insegnante responsabile: prof.ssa Spaziani Isaura
Plessi coinvolti: i.t.c.” b. Pascal” di Teramo e Montorio al Vomano.
Durata prevista: da marzo a maggio 2012.
Frequenza: incontri di due ore circa settimanali.
PREMESSA:
La scuola non è normalmente un luogo deputato alla terapia, tuttavia è un ambiente in cui possono trovarsi insieme handicap, situazioni di disagio ambientale o individuale. L’attività di musicoterapia può rappresentare un precoce rilevatore del disagio e della sofferenza dell’allievo oltre che un’occasione per facilitare la relazione tra l’allievo diversamente abile e i compagni di classe.
Il miglioramento della qualità della vita può passare quindi anche attraverso il godimento di esperienze artistiche che prevedono la possibilità di espressione/comunicazione dell’eventuale disagio attraverso percorsi alternativi a quelli patologici della repressione, frustrazione, incomunicabilità, marginalità che possono sfociare nella sofferenza sia psichica che fisica.
La socializzazione attraverso la musica esercita una profonda influenza nell’esperienza di relazione anche grazie al fatto che la musica, quale linguaggio universale permette di comunicare anche in un contesto non verbale e più emotivo favorito dall’uso del corpo, del suono, del movimento.
La valorizzazione del corpo come strumento, concorre allo sviluppo di una corretta motricità, facilita il processo evolutivo, stimola il recupero di arcaiche tracce di memoria del corpo che forniscono appagamento e soddisfazione.
Quello del “movimento” sia fisico che psichico, è proprio un elemento intrinseco alla musica; la musica riesce infatti a stimolare tutte le aree del corpo e della mente e agendo su:
- Coordinazione motoria (presa di coscienza del proprio corpo e organizzazione del movimento)
- Attenzione
- Memoria
- Capacità di ascolto di sé e degli altri e delle loro emozioni
- Immaginazione
- Creatività
- Apprendimento sociale
- Integrazione all’interno del gruppo classe
- Integrazione di culture diverse.
La musica è un mezzo di comunicazione anche là dove le parole divengono inaccessibili. Essa permette infatti di comunicare attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale.
Le stimolazioni musicali possono suscitare miglioramenti nella sfera affettiva, motivazionale e comunicativa.
Se per l’alunno “normale” rappresenta un fattore di sviluppo per l’alunno diversamente abile la musica è una vera e propria terapia.
La musica viene impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale e interpersonale, un migliore equilibrio ed armonia psico-fisica.
La musicoterapica si sta rivelando un ottimo strumento per favorire l’inserimento e l’integrazione dell’alunno diversamente abile, in quanto gli interventi proposti risultano formativi per tutta la classe. Oltre a permettere la manifestazione della propria espressività, la musica è una disciplina mentale che ha bisogno di ordine, di attenzione e concentrazione e quindi mai come oggi ha bisogno di essere portata nella scuola, dove aumentano ogni anno di più i casi di bambini iperattivi, che manifestano a vari livelli difficoltà di attenzione e di concentrazione durante le lezioni.
Il presente progetto si propone i seguenti obiettivi:
1) Interazione positiva con tutti i compagni;
2) Potenziamento della creatività e dell’espressività;
3) Maggior autocontrollo negli interventi e nei movimenti in genere;
4) Rispetto delle regole scolastiche e, in particolare, dei tempi e dei modi della comunicazione;
5) Miglioramento dei tempi di attenzione e di concentrazione;
6) Potenziamento della sicurezza personale;
7) Maggior autonomia operativa;
8) Aumento del senso di responsabilità personale;
9) Miglioramento dell’ordine e della precisazione.
METODI E TECNICHE
Attraverso l’osservazione diretta e partecipe il terapista della musica dedica la sua attenzione continua all’alunno diversamente abile, cercando di conoscerlo il più approfonditamente possibile e di cogliere ogni suo piccolo segnale espressivo e/o comunicativo. Attraverso il “gioco” delle sintonizzazioni cerca di instaurare una relazione con lui, accogliendo il suo linguaggio (qualunque esso sia) e rilanciando (quando è il momento) nuovi stimoli.
La relazione è mediata dai parametri sonoro/musicali (timbro, intensità, altezza, scansione, durata, velocità) che offrono una privilegiata via di comunicazione analogica, soprattutto là dove il linguaggio verbale è, per motivi diversi, interrotto, compromesso, inutilizzato.
In relazione agli obiettivi specifici le proposte del terapista musicale possono essere varie:
1) Esplorazione dello strumentario.
2) Improvvisazione libera, guidata, e individuale.
3) Esplorazione guidata dei parametri musicali.
4) Ascolto dei brani musicali (scelti dal terapista), analisi dei contenuti emotivi, abbinamento musica-espressività corporea/pittorica/grafica).
5) Giochi: direttore d’orchestra, scambio/distribuzione strumenti, esecuzione e/o composizione di brevi ritornelli, sonorizzazione di brevi storie, abbinamento suoni/sensazioni e viceversa.
STRUMENTI E MATERIALI. SPAZI E ARREDAMENTO.
Una stanza di medie dimensioni, abbastanza riservata, arredata con tavolo e almeno due sedie, un armadio o un contenitore per gli strumenti e le attrezzature, un tavolino per l’impianto hi-fi e un tv con relativo lettore dvd.
Strumentario base:
Tamburello, coppia di bongos, tamburelli, cembali, sonagli, triangoli, piatti e piattini, legnetti, guiro, maracas.
Materiali:
Impianto hi-fi, lettore dvd, tv, fogli bianchi grandi, colori, pastelli a cera, tempere e pennelli, stoffe, carta colorata di varie dimensioni.
MODALITA’ OPERATIVE
La musicoterapia non può essere considerata una attività a breve termine, l’importanza imprescindibile che la relazione fra utente e terapista della musica riveste al fine di una buona riuscita del percorso, dimostra la necessità di tempi a media/lunga scadenza.
ORGANIZZAZIONE DEGLI INCONTRI
Le sedute generalmente settimanali avranno la durata media di circa due ore.
Ogni caso necessita comunque di una valutazione a sé, visto che soggetti particolarmente gravi possono trarre maggior vantaggio da incontri più brevi bisettimanali e della durata di circa un’ora.
Durante il percorso si possono individuare dei cicli, la cui durata è variabile a seconda delle risposte del ragazzo.Indicativamente si possono individuare cicli di 10 ( dieci) sedute circa, al termine dei quali fare delle verifiche intermedie rispetto all’andamento e alla progressione del lavoro.